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Resoconti

Cronache dell'Antico Lynn - Preludio

Avventura "L'Ombra della Piuma"
Anno 1233, Mese del Vento
[Galeria Antica - Cesano Romano, 5 Novembre 2006]

 

La guerra è imminente

La pace delle Terre Centrali è minacciata da eventi nefasti: il Biglin e il Corblin sono sull’orlo di una guerra imminente.

Corbion, il Re Tiranno, è pronto all’invasione del Biglin, così da poter riunificare sotto il suo dominio malvagio tutti i territori facenti parte dell’Antico Lynn.

Re Bigel, da parte sua, deve difendere il suo Regno e, per questo motivo, ha bisogno di validi alleati. D’altronde, l’equilibrio politico delle Terre Centrali è strettamente legato alle sorti della battaglia, poiché se Corbion dovesse estendere il suo controllo sul Biglin, difficilmente potrebbe essere fermato nei suoi possibili futuri intenti espansionistici. Le varie città-stato dell’Yslar sono formalmente unite in una solida alleanza commerciale, ma in realtà ciascuna pende per un alleato diverso: chi offre il suo aiuto al Biglin, chi già sta collaborando con le armate del Tiranno.

Anche Lady Deirdre, regina del Regno di Valnador, non nasconde la sua preoccupazione per la guerra che si sta covando ed è pronta a stringere alleanze con Re Bigel, pure di eliminare il pericolo che Corbion possa espandere il suo potere.

In questo clima tormentato, di quiete prima della tempesta, molte battaglie già sono iniziate e si giocano sul piano della strategia.

Re Corbion si sta impegnando per accrescere il potere delle sue armate per mezzo della magia. Circa un mese fa ha incaricato Isador, un suo uomo, di andare alla ricerca di un medaglione magico che farebbe da canalizzatore per alcuni arcani rituali.

 

Il passato di Isador

Fino ad un anno prima, Isador era un sacerdote di Ganesia e lavorava a Cariot presso il tempio. Galmor, anch’esso sacerdote di ganesia e custode del tempio di Cariot, gli aveva promesso un posto nelle fila dell’Ordine dei Custodi del Margine, se avesse dimostrato sapienza e coraggio. Purtroppo, però, il giovane Isador era un uomo troppo ambizioso e presto si rivelò agli occhi di Galmor per chi era veramente. Per tale morivo Galmor gli negò un posto nell’Ordine e candidò altri sacerdoti, tra cui Xanathos.

Il rifiuto di Galmor generò in Isador un così forte risentimento che abbandono la fede in Ganesia e iniziò ad adorare Behemon. Fu così abile, però, da nascondere la sua conversione religiosa e conservare il suo lavoro al tempio di Cariot. Ben presto, la notizia del suo nuovo credo raggiunse le orecchie del Tiranno e delle sue spie, e passò poco tempo perché tra Corbion e Isador si stringesse un’intesa segreta.

 

Le Piume Nere alla ricerca del medaglione

Isador è giunto alla Tomba di Lord Magnus: un famoso luogo di pellegrinaggio in terra valnadoriana, proprio al confine tra il Corblin e il Regno di Valnador. Secondo le informazioni più veritiere il medaglione sarebbe stato nascosto dal suo ultimo possessore nel sarcofago di Lord Magnus, per camuffare la sua aura malvagia con l’aura benigna della tomba dell’eroe. Già da tempo, però, la forza oscura del medaglione aveva corrotto lo spirito di Lord Magnus. C’erano state infestazioni che avevano intimorito i pellegrini e destato le preoccupazioni di Teodor, sacerdote del tempio locale di Ganesia. Apparentemente, la venuta di Isador al luogo di pellegrinaggio sembrava la risposta alle numerose richieste di Teodor inviate a Cariot affinché qualcuno provvedesse ad indagare sulle strane vicende. In realtà, Isador, accompagnato da due Piume Nere (un doppelganger conosciuto col soprannome di “Ombra” e un’assassina, detta Loreen, la “Salamandra”) aveva intenzione di ispezionare la Tomba di Lord Magnus col solo interesse di trafugare l’artefatto…

 

 

Xanathos e Isador

Nei pressi del luogo di pellegrinaggio giungono Xanathos e i suoi compagni. Anche Himo è con loro, dopo essere tornato da uno dei suoi viaggi per le scuole di magia delle Terre Centrali.

Appena arrivati, un messo di Galmor, proveniente da Cariot li ferma e chiede di Xanathos. La preoccupazione e il timore che possa essere un uomo delle Piume Nere, spinge gli avventurieri a non dargli confidenza e, addirittura, nel gruppo ci si accorda per camuffare l’identità di Xanathos sotto il falso nome di Cyrus.

In seguito, capite le buone intenzioni dello spedizioniere, questi riuscirà a riferire il messaggio che portava: Galmor, sacerdote del tempio di Ganesia a Cariot, invita l’intera compagnia per la candidatura all’Ordine dei Custodi del Margine.

Intanto, Isador incontra Xanathos al tempio e, decide di assassinarlo, ma non prima di aver sfruttato gli avventurieri per la ricerca del medaglione. Per seguire le loro mosse, pensa bene di mandare avanti L’Ombra e la Salamandra. La donna riesce a intrufolarsi nel gruppo fingendo di essere catturata da alcuni orchi e facendosi salvare dalla compagnia: la gratitudine si mostra una buona arma per celare i suoi veri intenti…

Per piazzare l’Ombra, Isador ha in mente una strategia più complicata ma certamente più efficace. La creatura è un doppelganger: per sua natura può assumere le sembianze di un qualsiasi umanoide. Alla locanda, così, Isador avvelena Himo e, portato al tempio per le cure, lo lega e lo nasconde. L’Ombra ha, dunque, la possibilità di assumere l’aspetto del povero mago e aggiungersi al gruppo con le false sembianze di Himo.

Intanto, il buon Teodor, sacerdote del tempio, chiede agli avventurieri una mano per le infestazioni e il gruppo non si tira indietro. Sotto il controllo stretto di due Piume Nere (L’Ombra e la Salamandra) Xanathos e compagni, ignari di essere sorvegliati, investigano sulle infestazioni alla tomba.

 

 

Il medaglione oscuro

Nel luogo del sepolcro, gli avventurieri aprono il sarcofago e ispezionano il cadavere dell’eroe. Improvvisamente Lord Magnus si risveglia e attacca chi lo ha disturbato nel suo sonno. Nella grotta, tra la polvere e l’oscurità, otto uomini valorosi combattono contro lo spettro. Poi, la tattica ha la meglio: mentre alcuni lo attirano fuori dal sepolcro e tentano di fermare la sua avanzata attraverso la magia, Xeno, scaltro ladro, si intrufola di nuovo nella grotta e trova il medaglione nascosto nel sarcofago. Una volta estratto dalla tomba dell’eroe, il medaglione cessa i suoi effetti malefici e Lord Magnus torna ad essere sé stesso: guerriero di nobili natali che cinquant’anni prima si spinse fino alla morte per difendere il proprio regno contro le incursioni dei popoli delle Terre Fredde.

 

 

Le Piume Nere si scoprono

Una volta che il medaglione è nelle mani degli avventurieri, Loreen la Salamandra vuole portare a termine la sua missione ed assassinare Xanathos, su cui Corbion ha posto una taglia. Lo allontana con una scusa dal resto del gruppo e tenta di pugnalarlo. Intanto, il doppelganger (sotto le false sembianze di Himo) esce allo scoperto e attacca gli altri avventurieri per ucciderli e recuperare il medaglione. Purtroppo per Corbion, però, le sue Piume Nere non sono così forti: Astor, Alexander e Franchise feriscono a morte il doppelganger aiutati dalle magie di Eiren. Xanathos disarma la Salamandra, ma il peggio per lui è evitato grazie all’intervento di Emma, la locandiera. La giovane ragazza, insospettita da Josephine e da alcuni documenti che aveva trovato frugando nel suo zaino lasciato alla locanda, era corsa ad avvertire gli avventurieri. Emma, purtroppo, arriva in un momento sbagliato: Josephine ha appena rivelato la sua identità tentando di pugnalare Xanathos. In un brevissimo istante, la figura della locandiera si frappone tra il sacerdote e l’assassina, e viene ferita con un pugnale da Loreen. Un altro brevissimo istante e il veleno mortale di cui era bagnata la lama spedisce la povera Emma nel regno incontrastato di Nopius.

 

Altre forze si muovono…

Nella zona sono presenti un gruppo di maghi, accompagnati da un ladro e un paladino, che si dicono avventurieri. Percorrono in lungo e in largo la zona, parlano con la locandiera, con il comandante delle guardie, con la stessa Josephine (la Salamandra…) e sembrano essere sulle tracce di qualcosa. Ma che cosa?

Senza essere visti da Sir Gideon Von Lars, comandante della milizia valnadoriana, contrattano con Kron, un fuorilegge di bassa lega, per un pezzetto di pergamena apparentemente inutile.

I loro obiettivi sono ben celati dietro una certa discrezione. Si tengono in disparte, sono guardinghi. Cosa mai ci faranno in un posto come questo? Poi, tutto ad un tratto, mentre Xanathos e i compagni sono impegnati anima e corpo contro Lord Magnus che si è risvegliato dal sarcofago, il gruppo di maghi agisce in modo scaltro e veloce: in una caverna nelle vicinanze della tomba, i cinque uomini, cercano una parete, aiutati da Emma. Trovato sul muro uno strano simbolo cominciano a proferire alcune parole: “apriti!”, “segreto!”, “ora!”…

Tra polvere e frane le loro azioni passano in secondo piano ma i cinque sembrano aver trovato nella grotta qualcosa di importante.

 

 

Le ultime speranze di Isador

Isador aspetta l’Ombra e la Salamandra al tempio, pregustando il momento in cui vedrà nelle loro mani il medaglione e la testa di Xanathos. Quando però questi si presenta al tempio insieme ai suoi compagni, capisce che qualcosa dev’essere andato storto e cerca di nascondersi ancora. Innanzitutto, con una scusa, si fa consegnare il medaglione. Poi, attrae Xanathos all’interno del tempio dicendogli di aiutarlo a curare Emma (oramai già morta da tempo) e coglie l'occasione per attaccarlo alle spalle. E’ scaltro Isador, forse più dei suoi due alleati: con una pozione di teletrasporto si aiuta nella fuga e scompare nella foresta.

 

 

Himo è condannato a morte

Un “gong” lontano porta l’attenzione di tutti verso la piazza. E’ la campana che precede le condanne a morte!

Isador, per disfarsi del vero Himo, lo aveva drogato e poi consegnato alla milizia valnadoriana, accusandolo di blasfemie contro Ganesia: delitti che portano a pena capitale sicura.

Tutti corrono verso il luogo dell’esecuzione e cercano di sottrarre Himo alla scure. La diplomazia, si sa, è arte di pochi: davanti alle armi, ci sono strade più corte da percorrere! Tutti si gettano contro le guardie e, con il prezioso aiuto di Zagon, Raistlins e Alvest, il povero Himo riesce a salvare la sua testa!

 

 

Epilogo

E’ notte ormai. Cinque corpi di miliziani valnadoriani giacciono a terra senza vita. I due gruppi di avventurieri si ringraziano a vicenda per l'aiuto reciproco. Si è fatta l'ora di lasciare questo posto e di intraprendere il lungo viaggio verso Cariot…



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