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Resoconti

Avventura "La Piaga di Silenna"
1232, Anno della Spada, Mese del Vento
[ Galeria Antica - Cesano Romano, 11 Ottobre 2003 ]



Sono ormai due mesi che, nei Boschi di Silenna, gli abitanti dei villaggi di Woardom, Beranor e Sertyr vivono nel terrore, sconvolti da una misteriosa quanto minacciosa malattia che miete incessantemente e inesorabilmente un gran numero di persone. I tre villaggi, unici insediamenti urbani all’interno della foresta, hanno cercato di interpellare sacerdoti e guaritori, ma nessuno è riuscito a capire bene di che morbo si tratti. Alcuni silenniani, così, sono partiti due giorni fa in direzione di Smara, capitale del Regno di Valnador, per rivolgersi ai Sommi Sacerdoti del Tempio di Neosilya, dea della Guarigione e della Compassione. Ma il viaggio è lungo e richiede almeno una settimana di tempo.

Intanto, al villaggio, l’unico modo per contenere l’epidemia è quello di confinare dai centri abitati tutti coloro che hanno contratto il morbo, in modo che non possano infettare altre persone. I capivillaggio hanno decretato che chiunque riporti i sintomi della malattia deve essere arrestato, allontanato dal nucleo abitato e legato a qualche albero nella foresta, così da non poter fare ritorno. Sebbene l’ordinanza sia crudele e spietata, la gente ha acconsentito, poiché si è resa conto che questo, forse, è l’unico modo per minimizzare il contagio.

La brutta faccenda ha però dei risvolti inquietanti: sembra infatti che non si sia mai ammalata più di una persona alla volta, e sembra che il flagello colpisca a cadenze quasi periodiche.
A questo si aggiunge il fatto che, i proseliti di una strana setta hanno fatto un accordo con il capo della guardia cittadina, all’insaputa degli abitanti del villaggio: per ogni ammalato ad essa consegnato, la setta avrebbe corrisposto una sostanziosa somma di danaro.

E’ proprio questa l’oscura foresta che un gruppo di avventurieri sta attraversando per raggiungere le terre dell’Yslar in cerca di fama e di fortuna. I giovani avventurieri si fermano al villaggio di Woardom per trovare ristoro e vengono a conoscenza del “morbo”. Sotto le pressanti richieste dei popolani, decidono di indagare sul caso. Uno di loro, Xanatos il chierico, trova al villaggio un tempio della sua divinità Ganesia: ciò permette agli avventurieri di avere un sostegno anche da Ylane, sacerdotessa di questo tempio. La sacerdotessa illustra agli avventurieri una profezia della sua divinità che sembra proprio parlare di loro e della loro venuta al villaggio come coloro che lo salveranno dalla “piaga”.


Il capo delle guardie, che sembra non gradire la presenza dei quattro forestieri, trova una scusa per rinchiuderli in prigione e poi tenta di disfarsi di loro liberandoli ma incaricandoli di una missione per deviarli dalle loro investigazioni e farli cadere in una trappola.

Ma gli avventurieri, riescono a cavarsela e a scoprire che sotto alla falsa malattia vi era in realtà un accordo tra la guardia cittadina una setta religiosa fedele al malvagio dio Vaal, che permetteva a quest’ultima di usare i contagiati come vittime da offrire in sacrificio alla propria divinità.

Tra i quattro avventurieri, il guerrriero Astor e il mago Himo si fanno avanti e difendono la compagnia. Ardue lotte, aspri combattimenti nei pressi di un vecchio tempio sconsacrato porteranno i quattro avventurieri a sconfiggere la setta e poco prima che si consumi l’ennesimo sacrificio di un’innocente: Gemma, la figlia del locandiere di Woardom. Il capo della setta adoratrice di Vaal riesce però a fuggire durante gli scontri.

Cacciati i membri della guardia cittadina che avevano aderito al patto con la setta, gli avventurieri riportano l’ordine nella piccola cittadina di Woardom e partono veloci in direzione dell’Yslar, terra di fama e di fortuna…

 

 

 

 

 

 

 

 

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